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Albenga e i suoi musei

Una città moderna che non dimentica le sue antiche radici storiche, che si mostra al futuro posando su un vivo passato, Albenga è uno scrigno da aprire e scoprire in tutte le sue bellezze; è una città d’Arte destinata ad avere un ruolo da protagonista sul palcoscenico della cultura mondiale.
Si nascondono tesori ovunque: dal passato emergono le antiche torri, le mura medievali, i monumenti, il Battistero,
la Cattedrale, i palazzi nobiliari e diversi edifici religiosi.
Anche il freddo cuore sotterraneo custodisce reperti archeologici unici al mondo.
Albenga custodisce i suoi tesori storici in alcuni musei di pregio.

IL MUSEO INGAUNO E L A TORRE CIVICA
il museo ubicato nel Palazzo Vecchio del Comune, espone le testimonianze dell’antica Albingaunum romana e bizantina:
epigrafi, urnette cinerarie ed altri frammenti lapidei.
La Loggia, edificata nel 1421, conserva un pavimento a mosaico del I sec. d.C., un puteale marmoreo di età tardo imperiale, iscrizioni medievali e le antiche unità di misura del Comune di Albenga. Sulla parete di fondo è il grande affresco della Crocifissione, opera di Giovanni Canavesio, della fine del XV secolo.
La grande Torre Civica, costituisce esempio di architettura trecentesca per la fusione di elementi romanici e gotici.
Ospita spesso mostre d'arte, è il luogo d'elezione per poter ammirare dall'alto l'incantevole panorama di tutta la piana, sino all'Isola Gallinara.

IL MUSEO NAVALE ROMANO

Al suo interno si trovano anche reperti provenienti da un'altra nave romana affondata nel golfo di Diano Marina.
La presenza di pannelli didattici consente al visitatore di ripercorrere il rapporto tra l’uomo e il mare nel mondo antico.
Dal 1957 è esposta nel museo la collezione dei vasi di farmacia dell’ospedale S. Maria di Misericordia di Albenga, comprendente un centinaio di pezzi in maiolica decorata in monocromia azzurra, tipica dell’area savonese e albisolese, prodotti tra il XVI e il XIX secolo.
Completa il percorso museale la mostra permanente “Preistoria in Val Pennavaira”; il materiale esposto, copre un arco temporale di circa 15000 anni, durante i quali si sono succedute le culture dei gruppi di cacciatori, dei primi agricoltori-allevatori, per arrivare all’età dei metalli e alle soglie della storia.

IL MUSEO DIOCESANO DI ARTE SACRA
conserva al suo interno una ricca collezione di opere d’arte che attraversa più di mille anni di storia.
Percorrendo le sue stanze si potranno ammirare reperti paleocristiani, dipinti medievali, arazzi cinquecenteschi, fino ad arrivare alle statue settecentesche.
Le gemme della collezione sono i tre dipinti: il "Martirio di S. Caterina d'Alessandria" di Guido Reni, il "Miracolo di S. Verano" di Giovanni Lanfranco e il "S. Giovanni nel deserto" copia antica da Caravaggio.
Il Museo è allestito all’interno dell’antico Palazzo Vescovile, la visita permette di attraversare la “stanza delle verzure” e la cappella dell’antica torre, fatte affrescare negli anni ’60 del Quattrocento dal vescovo Napoleone Fieschi, un tempo destinate ad appartamento privato dei vescovi ingauni.

 
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