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Le falesie di finale

La Pietra di Finale si estende per una superficie notevole (10 Kmq) nell'entroterra di Finale Ligure. Qui si arrampica durante tutto l'anno seguendo l'orientamento delle pareti in base alla stagione, così l'inverno si sceglieranno le falesie al sole e l'estate quelle in ombra. Le stagioni magiche sono comunque l'autunno, la primavera e l'inverno. In inverno possono essere fastidiose le giornate ventose di tramontana, ma alcuni settori come Monte Sordo, la Caprazoppa, la Falesia del Silenzio o Rocca di Corno restano riparati; l'estate di solito ha un periodo, solitamente, due settimane in luglio, di caldo umido mentre in agosto il pomeriggio si presenta spesso ventilato ed il clima diventa ideale. Nelle giornate di pioggia invece il settore più adatto è quello dell' Anfiteatro a Monte Cucco dove una gran quantità di vie restano riparate.
Le formazioni rocciose danno luogo ad altipiani sui cui bordi sorgono le pareti. Essi sono da Ovest a Est:
 

  • CAPRAZOPPA è una delle poche zone finalesi con vista mare, e per questo è molto apprezzata specie nei mesi invernali; posta al di sopra dell'Aurelia nelle vicinanze di Borgio Verezzi, risulta tranquilla con le sue paretine mai più alte di 15 metri di calcare che offrono tiri piacevoli. Per gli amanti degli strapiombi la grotta del Cimitero propone alcune vie atletiche in orizzontale con alcuni movimenti persino in discesa
  • ROCCE DELL'ORERA è la parete che sovrasta Finalborgo sul versante est della Caprazoppa; costituita da pilastri, diedri e placche di ottima pietra del Finale
  • PARETINA DI FINALBORGO centro degli arrampicatori, non poteva mancare una falesia dove poter arrampicare, così la paretina calcarea posta sotto a Castel S. Giovanni dà la possibilità di arrampicata urbana con alcune belle lunghezze su di una roccia lavorata a buchi e gocce.
  • ROCCA DI PERTI è la struttura più estesa del Finalese, ben visibile dall'uscita dell'autostrada e di comodo accesso è una delle pareti più frequentate anche per la presenza di itinerari, dal monotiro alle vie di 5-6 lunghezze, di ogni difficoltà e tipo di arrampicata. E' una struttura articolata a grandi pilastri e placconate interrotti da diedri e fessure. La roccia è molto lavorata ed abrasiva e per fortuna ha mantenuto in tanti suoi settori la sua bellezza originaria.
  • PLACCA DELLE CASE VALLE entrando in valle Urta si nota un caratteristico gruppo di case ocra ed alla sua sinistra una piccola paretina formata da una placca verticale dove sono state tracciate una quindicina di vie tecniche con arrampicata sovente di dita immerse nella vegetazione del vallone.
  • LA PARETE DIMENTICATA una Parete che oramai di dimenticato ha solo il nome vista la gran quantità di itinerari nati su questa bella struttura negli ultimi anni. La roccia articolata a buchi ha permesso al livello delle vie di non elevarsi troppo, così il luogo è molto frequentato e apprezzato anche se vista la vicinanza tra di loro, alcuni tiri sono di troppo. Fa parte dello stesso settore la Grotta dell'Edera, incastonata all'interno della parete stessa, ma meglio non svelare di più, basta dire che è assolutamente da non perdere.
  • MONTE SORDO è senza dubbio una delle pareti più belle di Finale: qualità della roccia, ambiente suggestivo, sole, ne fanno una meta da non mancare. E' formato da bellissimi pilastri verticali
  • PIAN MARINO tra la vallata di Monte Sordo e quella Aquila si trova una bella piana erbosa che è una delle mete preferite per chi ama passeggiare nel Finalese; al di sopra di questa piana alcune paretine solari offrono un buon numero di itinerari facili, ideali per chi inizia.
  • BRIC SCIMARCO è la prima struttura che si nota sulla sinistra orografica della valle Aquila è senza dubbio una delle più belle falesie finalesi; la roccia è molto compatta, a buchi e gocce, sempre di ottima qualità e le vie, su muro verticale, sempre tecniche ed interessanti.
  • S. ANTONINO orientata a Nord, la grotta posta sotto la chiesa di S. Antonino, a poca distanza dal Castrum Pertiae, è una delle ultime novità finalesi. Si tratta di alcune belle vie che percorrono i bordi di una grotta bianca, con arrampicata su canne strapiombanti ed alcuni muretti verticali a buchi.
  • TRE FRATI si tratta di tre evidenti pilastri posti tra il Bric Scimarco ed il Bric Grigio, a strapiombo sulla valle Aquila ed in posizione panoramica sul Bric Pianarella posto di fronte: troviamo alcune belle vie molto estetiche e fotogeniche.
  • BRIC GRIGIO guardando alla destra del Bric Scimarco, oltre i Tre Frati, una placca verticale grigia attira l'attenzione, è il Bric Grigio, formato da differenti settori posti a poca distanza l'uno dall'altro dove lo stile di arrampicata è sempre vario e interessante.
  • KATTEDRALE una parete che emerge da un fitto bosco solamente quando ci si trova alla base; il nome non poteva che essere quello di Kattedrale; è formata da pilastri e muri molto belli, cosparsi di buchi che hanno fatto nascere atletiche vie di continuità.
  • SAKRESTIA l'ultima scoperta tra le strutture finalesi; al primo impatto sembra non offrire granché, ma le vie si rivelano tutte piacevoli, su pilastri e muri lavorati a gocce d'acqua e canne.
  • IL KONVENTO posto al di sopra della Kattedrale il Konvento, formato da tre settori, la Placca Inferiore, il Settore Destro e quello Sinistro è una delle zone fantasma del finalese; ideale per quando fa troppo caldo.
  • BRIC DEL FRATE posto al di sopra dell'abitato di Feglino e con un vaga rassomiglianza ad un uomo dormiente, il Bric del Frate non ha ancora ricevuto l'attenzione che merita, specie nei mesi più caldi vista l'esposizione a nord: resta così poco frequentato a dispetto della qualità della roccia e di alcune vie su muri verticali lavorati a buchi e gocce veramente belle.
  • BRIC PIANARELLA è la struttura più alta ed imponente del finalese. Dalle prime vie classiche in fessure e diedri, ancora oggi di gran moda, passando per le prime avventure sulle placche, per arrivare all'attuale rinascita delle aperture dal basso.
  • BRIC SPAVENTAGGI subito a sinistra del Bric Pianarella, dal quale è separato da una valletta, non passa di certo inosservato, con la sua caratteristica bombatura che per anni aveva fatto temere la presenza di sole linee estreme; invece le molte vie che oggi la percorrono, se pur impegnative, sono alla portata di molti climber, con stili differenti che vanno dalle placche con piccoli appigli agli strapiombi atletici su grandi buchi, dalle vie più lunghe, ai monotiri di pochi metri.
  • MONTE CUCCO è la falesia finalese per eccellenza, di qui è passata tutta la storia dei climber finalesi e qui continuano ad arrampicare un po' tutti, dai principianti ai più estremi.
  • RIAN CORNEI è il cuore del Finalese, rappresenta quello che la zona è stata per milioni di anni: valli incassate, ripidi costoni, vegetazione aggressiva, grandi lastre calcaree e pareti, sparse un po' ovunque, mai di altezza imponente ma sempre di ottima roccia.
  • VAL DI NAVA corre tra la Bastionata di Boragni ed il vallone di Cornei, nascondendo alcuni settori molto particolari; è il regno delle grotte strapiombanti e delle vie brevi dove la forza è indispensabile
  •  BASTIONATA DI BORAGNI una delle strutture più vaste del Finalese, la più apprezzata durante le stagioni calde; ben visibile arrivando con l'autostrada da Savona, conta diversi settori che offrono una gran quantità di stili e difficoltà, anche se la maggior parte dei tiri sono su muri verticali.
  • LACREMÁ - CALVISIO VECCHIA - al di sopra della suggestiva ed antica frazione di Lacremà un muro verticale a buchi che emerge dagli ulivi; il luogo è molto bello, così come le tecniche vie, si arrampica praticamente sopra le case e per questo è richiesta massima discrezione nell'attraversare il borgo e gli uliveti circostanti.
  • - BRIC RESEGHE una falesia affacciata sulla valle Sciusa più suggestiva per l'ambiente circostante piuttosto che per le sue vie d'arrampicata. Gli itinerari non superano i 10 metri ma la generosa chiodatura e le difficoltà medio - basse possono essere un richiamo per i principianti.
  • CASA DEL VACCHÉ è una delle falesie più belle tra quelle "nascoste" nella fitta vegetazione
  • ROCCA DEGLI UCCELLI a causa del suo aspetto tetro non ha mai conosciuto una grande frequentazione; eppure le sue vie meritano sicuramente una visita
  • ROCCA DI CORNO è stata la prima struttura del Finalese ad essere salita, è una delle pareti più frequentate della zona, specie nelle giornate invernali, ancora meglio se ventose. La parete è formata da pilastri di ottima roccia inframezzati da diedri e fessure, dove prevale un'arrampicata tecnica ed elegante su piccoli buchetti
  • LE MANIE questa zona  ha celato per millenni questi due "Grotti" che hanno ripreso vita per mano di Lorenzo Cavanna, uno tra i più instancabili cercatori di pietre di Finale.
  • CAPO NOLI è una delle mete più suggestive del finalese, con la sua barra calcarea lunga più di un chilometro e mezzo a picco sul mare. Di gran moda la traversata integrale della scogliera da compiere slegati con tuffi assicurati.

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