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Il battistero


è un monumento prestigioso ed unico nella storia della Liguria cristiana. È fondamentale per la messa a fuoco del periodo storico a cui appartiene in tutte le sue componenti economiche, sociali, culturali e soprattutto religiose. Il suo stato di conservazione è eccellente, grazie anche ai numerosi restauri del secolo scorso.
Al battistero si accede attraverso la Loggia comunale, scendendo una scala di quattordici gradini che porta al livello paleocristiano a circa due metri e mezzo sotto l’attuale quota della città. Il battistero è a pianta ottagonale all’interno con nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari, è decagonale, ma molto irregolare all’esterno. Nella nicchia di fronte all’ingresso troviamo l’abside mosaicata.
Al centro c’è il fonte battesimale. L’interno dell’edificio ha un aspetto assai più regolare rispetto all’esterno, con una netta prevalenza del pietrame, discretamente ordinato, sul materiale laterizio, con gli archi in mattoni.
La pianta è ottagonale e l’alzato si presenta su due ordini di archi.
Nella parte inferiore si aprono otto nicchie completamente inglobate nella muratura. La copertura in legno non è originale, ma è una costruzione del Novecento, probabilmente, in origine, doveva essere una cupola emisferica.

LA CATTEDRALE DI SAN MICHELE ARCANGELO



Sita nel centro storico di Albenga, è tra gli edifici sacri più importanti della cittadina ligure, custodisce importanti opere d’arte.
La Cattedrale, dedicata a San Michele, è in stile romanico-gotico, riferibile al XIII secolo. Alla fase romanica appartiene la parte bassa della facciata con piccoli conci in arenaria, coeva alla base del campanile. Nella fase paleocristiana l’edificio, di una sola navata, risultava più basso rispetto a quello attuale. La cattedrale oggi è a tre navate con colonne e pilastri originari sorreggenti archi ogivali ricostruiti; il presbiterio, per esigenze liturgiche e per rendere meglio visibile la cripta protoromanica, risulta sopraelevato. Le pareti vennero ricoperte di intonaco bianco e dipinte dopo i danni del terremoto del 1887.. Nella navata destra un’edicola del 1456 con affresco ritraente un ex-voto marinaro con Santa Chiara, due offerenti e un’imbarcazione; la Crocefissione con i SS Antonio Abate e Giovanni Evangelista e il vescovo committente del 1528. Nell’abside laterale destro, sull'altare barocco, una tavola di fine XV secolo con La Pentecoste; nell'abside centrale affreschi del XV secolo; sull'altare maggiore il paliotto cinquecentesco raffigurante i Santi Verano, Michele Arcangelo e Giovanni Battista. L'organo monumentale Serassi è ottocentesco.
 

SANTA MARIA IN FONTIBUS



edificata a fianco della Cattedrale di San Michele Arcangelo, risale all’alto medioevo, subì ampliamenti e ricostruzioni nel XIV secolo, tra il 1612 e il 1625 e ancora nei primi anni del XX secolo.
La sua edificazione fu per opera dei monaci Benedettini, la titolazione in Fontibus potrebbe essere riconducibile alla presunta presenza di antiche fontane miracolose poste sotto il presbiterio. La struttura dell'edificio si presenta a pianta basilicale con una divisione a tre navate, separate da pilastri con alte lesene e arcate a tutto sesto. La navata maggiore è coperta da una volta a botte lunettata e sfociante nel presbiterio, mentre le due navate minori presentano una successione di volte a crociera e terminanti in pareti di fondo rettilinee con la presenza di altari e cappelle laterali.
Di particolare pregio artistico è il trecentesco portale a strombatura con piccole colonnine; nella lunetta è raffigurato l’affresco della madonna col Bambino.

IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI PONTELUNGO



deriva la sua denominazione dal ponte a dieci arcate, risalente al XIII secolo, presso il quale è stato edificato. In epoca medioevale la chiesa è nota come Ecclesia Sanctae Mariae Pontis Arociae, situata in capo al ponte, sulla destra per chi esce dalla città.
Dell’antico edificio sono ancora visibili parte della pavimentazione stradale e tracce di arcate. Vicino al primitivo Santuario esisteva un ospizio per i viandanti eretto, probabilmente dai monaci benedettini della Gallinara. Nel 1330 chiesa ed ospizio, ormai tramutatosi in ospedale, grazie ai lasciti di famiglie nobili ed all’opera dei monaci, passarono alle dipendenze del clero secolare. Mentre nel 1500 l’ospedale cessò la sua attività il Santuario vide accrescere , nel 1502 il proprio patrimonio artistico, per volontà dell’allora priore commandatario Giovanni Battista di Campofregoso, che fece eseguire, dal pittore genovese Giovanni Barbagelata, il meraviglioso trittico di scuola borgognona, del XV secolo, raffigurante la Vergine con in grembo il Bambino ed ai lati S. Sisto e San Giovanni Battista. Nel Santuario si insediarono i Francescani, a partire dal 1886.

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